Il Professor Lapo Cecconi, docente dell’Università degli Studi di Firenze, presenta la figura del Diversity and Inclusion Manager.

Il diversity and inclusion manager è una professione in crescita che pone nuova attenzione a tematiche quali la valorizzazione delle diversità e l’inclusione. Tra il 2015 e il 2020 si è verificato un aumento del 107% dei diversity and inclusion manager a livello globale. Sempre più le aziende operano potenziando il valore strategico diversity and inclusion manager come leva di business. Chi lavora in azienda è consapevole che costituendo gruppi eterogenei di lavoro, questi non potranno che migliorare le performance a cominciare dalla capacità di innovazione.

  • Diversità come valore positivo: diversità che arricchisce, che migliora, che porta a diverse soluzioni per far crescere e innovare l’azienda. Diversità che un’azienda deve ricercare.
  • Inclusione come cultura condivisa: valorizzazione dell’altro, ascolto dell’altro, sentirsi a proprio agio con se stessi e con gli altri. Un lavoratore che si sente incluso sarà stimolato a migliorare la sua performance.

Cosa fa un Diversity and Inclusion Manager? Il suo compito è quello di riuscire a garantire che tutte le professionalità che lavorano in azienda possano godere delle medesime opportunità, superando qualsiasi pregiudizio dovuto alle eventuali diversità che invece devono essere valorizzate per garantire l’inclusione e il benessere di ogni collaboratore.

Le mansioni del diversity and inclusive manager sono:

  • legge i data analytics interni relativi alla workforce, in modo da avere chiare le aree di intervento prioritarie;
  • mette in campo un piano articolato di azioni che mirino al raggiungimento di obiettivi puntuali nel breve e medio periodo, misurati con l’individuazione di KPI specifici;

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